
Un esperto americano ha bocciato l’autenticità di alcune opere
delle avanguardie russe esposte a Feriarte

«Composizione con disco», attribuita a Ivan Puni, è una delle opere presentate della galleria Barbié di Barcellona e respinte da William Cole
MADRID. In Spagna infuria la polemica su alcune opere attribuite ai grandi nomi dell’avanguardia russa. L’ha scatenata William Cole, docente dell’Università di Harvard, esperto in perizie d’ arte e membro del comitato d’ammissione di Feriarte, la fiera di antiquariato e arte moderna, la cui 33ma edizione si è svolta lo scorso novembre a Madrid. Cole, incaricato di verificare l’autenticità di dipinti e opere grafiche delle avanguardie russe presentate dalla galleria tedesca Michael Nolte, li ha respinti tutti; tra le otto opere presentate dalla galleria Barbié di Barcellona, ne ha invece ammessa una soltanto, un piccolo disegno di Malevic. « Cole non ha voltuo tener conto della documentazione fornita in cataloghi di importanti mostre e da certificati di esperti come il curatore Jean-Claude Marcadé o Elena Basner, ex conservatore della Galleria Nazionale di San Pietroburgo », dice Manuel Barbié, che è stato obbligato a rimuovere dal suo stand opere di Alexandra Exter, Nina Kogan, Vladimir Lebedev, Liubov Popova e Ivan Puni. « Si tratta di opere apparse misteriosamente molti anni dopo la morte dei loro autori, accompagnate da una documentazione troppo recente, replica Cole. In ogni caso, prima di prendere una decisione così grave, ho consultato uno dei maggiori specialisti, il bulgaro Andrei Nakov ».







